Ad alta tensione

dal progetto In-tensioni reciproche di Massimo Cappellani – Katia Di Rienzo – Emanuela Fiorelli

LA SCELTA ESTETICA
Il progetto In-tensioni reciproche è una sperimentazione di tre artisti del campo visivo e performativo: Massimo Cappellani (fotografia e montaggio video) Katia Di Rienzo (coreografia e danza) Emanuela Fiorelli (installazione).

L'IDEA
Ad alta tensione nasce dalla volontà di indagare e amplificare il tema della tensione in una partitura linguistica a più registri semiotici. I tre segni artistici all'opera nella performance agiscono come un'esplorazione delle diverse forme della tensione: da quella sociale, oggettiva, a quella individuale, soggettiva, originata dal restringimento degli spazi sociali, politici e culturali del mondo-prigione che circonda l'uomo contemporaneo.

LA VIDEOGRAFIA
Installazione, fotografia, danza e video ricreano lo spazio attraverso un'architettura di immagini e fibre elastiche lacerate dal corpo, simbolo di un'azione individuale, collettiva, estetica.
Nella installazione, la tensione fisica del filo elastico è la proiezione della tensione psico-fisica con il mondo. Tensione che non ammette sfilacciature, assottigliamenti, indebolimenti, che si protende verso la relazione, per trovare nuovi ancoraggi o passaggi per poi dispiegarsi o avvilupparsi. Ma la tensione è anche una forza invisibile che c'è e ci sarà nel tempo, tenace e resistente fino allo sfinimento...
La fotografia si muove sul doppio registro della forma e del contenuto. Dall'ambigua rigidità di geometrie mobili, allo spaesamento del segno astratto, dalle polarità percettive dell'immagine, alle deformazioni dinamiche della materia, la videoproiezione fotografica con i suoi contenuti espliciti o simbolici, per narrazione diretta o evocazione, racconta la propria visione del mondo, giocata sulla sottrazione e sull'inversione figura e sfondo, luci e ombre, bianco e nero, diritti e oppressioni. Sopra le fasce mobili di uno spazio-tempo bianco, neutro, potenziale, la danza è "carne" che scava la presenza e l'assenza. Le sue tessiture visive attraversano la membrana elastica, ne incidono il corpo opaco, rivelando l'originaria vibrazione di forze iconiche che risuonano nelle tensioni del presente.